
I Paecsaggi del Bussento Natura e cultura: un binomio inscindibile
La Valle del Bussento è senza dubbio una terra dalle notevoli potenzialità turistiche, anche se ancora poco conosciute; essa offre, in uno spazio relativamente limitato, una notevole varietà di paesaggi. Analizzando dapprima i paesaggi marini, notiamo come si contrappongano, ognuno con una propria spiccata individualità, la parte centrale e le ali estreme del litorale. La prima caratterizzata da ampi arenili, che si estendono senza soluzione di continuità dalla foce del fiume Bussento alla foce del terrente Brizzi e dove si allineano noti centri balneari come Policastro Bussentino, Capitello, Villammare e Sapri; le estremità costiere, brevi ma altamente sifnificative, presentano una costa frastagliata e rocciosa, con alle spalle unalussureggiante vegetazione mediterranea, dove Scario e la sua costa degli “Infreschi”, da un lato, e la costiera di Maratea, dall’altro, costituiscono due delle zone più belle del Tirreno meridionale. Il paesaggio montano si presenta ora arido e dirupato, ma non per questo meno affascinante, come nel caso delle montagne “casalettane”, ora boscoso e selvaggio, come nella zona del lago Sabetta, ricchissima di attrattive naturalistiche, ora completato nella sua varietà da fenomeni carsici eccezionali, come l’inghiottitoio e la risorgenza del fiume Bussento, con le sue grotte, a Caselle in Pittari e Morigerati, le forre del rio Casaletto a Tortorella e del torrente Cacafava a Vibonati. Da non dimenticare poi i tipici paesi dell'interno, abbarbicati sui colli, dove il tempo sembra si sia fermato; vi possiamo ancora ritrovare tradizioni e modi di vita ancestrali, unitamente a notevoli spunti di interesse artistico. Ricordiamo in particolare, Casaletto Spartano e Battaglia con il palazzo baronale; Caselle in Pittari, dominata dal centro storico arroccato intorno alla torre medievale; Ispani e San Cristoforo ornati dal pregevole bosco “Catena – Costalunga”; Morigerati, il suo castello baronale ed il Museo della Civiltà Contadina, e Sicilì con il Santuario di San Biagio; Santa Marina, in posizione panoramica sulla valle del Bussento; Torre Orsaia e la sua torre campanaria dell’XI secolo, e Castelruggero con il suo centro storico dall’impianto medievale; Tortorella, il palazzo marchesale e la porta Suctana; Torraca ed il Castello baronale dei Palamolla; ed infine Vibonati, con il suo caratteristico centro storico sviluppato in senso longitudinale. Particolare interesse rivestono infine i resti archeologici di quello che è stato il territorio della Magna Graæcia tirrenica: Elea (sede della scuola Eleatica, Velia romana ed attuale Ascea) e Pixunte (Buxentum latina ed attuale Policastro Bussentino). Un territorio di valico verso l’altra sponda della Magna Graæcia, quella ionica di Syris (attuale Sibari) e Krotnon (attuale Crotone), attraverso gli insediamenti – risalenti al VI-V sec. a.C. – di antichi fortilizi, quali quello di Fistelia, nella valle dei Capitinali fra Castelruggero e Roccagloriosa, e quello di Laurelli, sul versante meridionale del Monte Centaurino, remoti crocevia mercantili fra Velia, Pixunte e Syris; senza dimenticare i resti della villa romana di epoca imperiale, ritrovata in loc. Santa Croce di Sapri e l’antico porto delle Camerelle. Insomma, proprio un importante connubio fra natura e cultura.
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